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Area Uomo
Naso
Il naso è una parte importante del viso, ne costituisce il centro ed è un elemento fondamentale del profilo: bello
o brutto che sia, focalizza l’attenzione caratterizzando, togliendo o migliorando l’armonia complessiva del volto a seconda di come la natura lo ha disegnato.
Un naso sproporzionato, troppo grande o troppo piccolo rispetto alla struttura dell’ovale e agli altri elementi salienti (fronte, zigomi, occhi, bocca, mento) può, talvolta, disturbare l’estetica complessiva facciale o dare problematiche funzionali. Allo stesso modo la presenza di una “gobba” accentuata, di un’asimmetria o di una punta, per esempio, eccessivamente larga.
- Con la chirurgia è possibile risolvere questi inestetismi e restituire equilibrio e bellezza al viso ma anche perfezionare un naso già bello dandogli un’aria più vezzosa, sbarazzina o raffinata.
- L’intervento si chiama rinoplastica o profiloplastica e ha un costo che oscilla mediamente tra i 3.500 e i 9.000 euro, tutto compreso.
La struttura
Il naso è una piramide formata da una parte superiore, una intermedia e una inferiore.
Il segmento superiore
Il segmento superiore, il dorso, è costituito dalle ossa nasali, la parte rigida che dalla radice (o nasion) posta tra gli occhi sporge in avanti sulla linea verticale del viso.
La parte ossea si può palpare facendo scorrere le dita dalla fronte alla punta. E costituita dalle ossa proprie del naso e dalle due branche ascendenti dell’osso mascellare che arrivano dagli zigomi.
La parte intermedia
La parte intermedia del naso è
costituita dalle due cartilagini triangolari e dal setto cartilagineo. Quest’ultimo (detto setto nasale) è una parete intermedia che divide la fossa nasale in due cavità: destra e sinistra. E formata da un mosaico di parti cartilaginee e parti ossee.
La sua porzione anteriore e inferiore (che contribuisce a formare la columella, cioè la parete intermedia fra le due narici) è importante perché costituisce un supporto per la punta del naso. Le cartilagini triangolari sono le due parti che costituiscono la volta intermedia della piramide nasale.
La punta
Infine c’è la punta, la parte inferiore del naso. E costituita da due cartilagini a ferro di cavallo, dette
“alari”, che costituiscono lo scheletro della punta e delle ali del naso e impediscono che durante l’inspirazione le narici si appiccichino tra loro. Sulle cartilagini alari si inseriscono due paia di muscoli: i dilata- tori dell’ala (per aprire e chiudere le narici) e i depressori del setto (per alzare e abbassare la punta).
Il rivestimento
All’esterno il naso è rivestito da pelle di differente spessore ed elasticità nelle diverse regioni della piramide nasale. Di pelle è rivestita anche la porzione interna della parte anteriore delle cavità nasali (vestibolo), ricoperta da peluria (vibrisse). Nella parte più interna il rivestimento è costituito da mucosa, che accoglie i recettori olfattivi.
Dalla teoria alla pratica
Una profiloplastica nasale può riguardare la modifica di tutto il naso (dorso, punta e radice) quando
questo è troppo grande o presenta una gobba, ma anche soltanto della punta quando c’è bisogno
di stringerla o modificarne la proiezione e la rotazione.
• Il concetto è quello di dare una forma più armoniosa a un naso
che non è in equilibrio con i lineamenti e gli altri elementi del viso.
• In una revisione generale si può partire dalla correzione della punta e poi del dorso e radice oppure
prima dorso e radice e poi punta.
La visita preliminare
La prima visita con il chirurgo è molto importante. È in questa seduta che lo specialista studia tutti gli aspetti dei naso su cui dovrà intervenire, valutandolo minuziosamente sia dal punto di vista funzionale che da quello estetico.
• il chirurgo esegue una serie di foto in posizione frontale, dal basso, dall’alto, di profilo, di tre quarti e alcune pose dinamiche che permettono di vedere anche la rotazione e il movimento della punta mentre si parla o si ride.
• Sulla base dell’analisi estetica efletluata sulle foto il chirurgo prospetta le ipotesi di intervento. Viene compilata una scheda con tutti i dati rilevati.
• Formulata l’ipotesi chirurgica si stabilisce la data dell’intervento.
Se è troppo piccolo
Anche un naso troppo piccolo può costituire un difetto. L’intervento adatto a risolvere questo inestetismo consiste nella correzione delle dimensioni della piramide nasale per mezzo di innesti di cartilagine.
• Questi, una volta prelevati vengono uniti, modellati e sagomati per essere posti sulla volta nasale (o sulla punta o dietro la columella se c’è bisogno di allungare) e fissati con suture: è possibile così creare nuovi volumi, conferire maggiore proiezione, sollevare un naso troppo schiacciato.
• Esistono anche materiali sintetici (goretex, porex, metacrilati o siliconi solidi) a volte utili in interventi dove sia necessario creare sostegni o forme particolari.
La punta
Le novità più importanti che riguardano la chirurgia della punta del naso sono:
- la tendenza a eseguire un’analisi estetica raffinatissima;
- la maggiore utilizzazione degli innesti di cartilagine;
- l’uso sempre più mirato delle suture interne che consentono una modifica dell’orientamento e della forma delle cartilagini alari senza creare alterazioni permanenti. Al contrario delle incisioni e delle asportazioni di tessuto, le suture possono essere rimosse per ritornare alla condizione iniziale.
Riduzione
Per ridurre il volume della punta il chirurgo ritaglia una porzione a semiluna delle parte superiore delle cartilagini alari.
Assottigliamento
Per stringere la punta il chirurgo ha a disposizione diverse tecniche:
attualmente la tendenza è di utilizzare particolari suture interne al posto di procedure che interrompono le cartilagini alari.
Per correggere una base molto larga l’intervento classico prevede la resezione della base delle “ali” e l’asportazione di un triangolino sottile di queste, a partire dalla base, per ridurne l’ampiezza. È un intervento che bisogna eseguire con molta cura affinché le due piccole cicatrici laterali che rimangono siano più sottili possibile e ben nascoste nelle pieghe naturali del naso.
- Il modellamento di una punta molto larga consiste nell’associazione di procedure differenti: la riduzione della parte più alta delle cartilagini alari, che ha come effetto una riduzione del volume della punta, si associa a procedure di sutura dei duomi, cioè della parte più alta della punta cui si congiungono le cartilagini alari.
- Si agisce sul duomo anche nel caso in cui questi siano molto distanti (punta bifida). In questo caso le suture servono per stringere l’angolo di giunzione fra i due duomi.
Rotazione
Una lieve rotazione della punta verso l’alto si può ottenere asportando ad arte una piccola porzione superiore delle cartilagini alari: la cicatrizzazione (che si determina come effetto dell’asportazione di tessuto) ha in questo caso un effetto benefico, perché determina un sollevamento naturale della punta.
- Nei casi in cui ci sia bisogno di una rotazione più accentuata, bisogna modellare anche la parte inferiore del setto cartilagineo e, in alcuni casi, rinforzarla con un innesto.
Definizione
Se si vuole dare una forma più definita alla punta si può inserire nella punta un “innesto a scudo”. e Il chirurgo ricava dal setto nasale un pezzo di cartilagine a forma di scudo. Dopo aver scollato i tessuti, pone l’innesto sulla punta.
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