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Area Uomo
Orecchie
Con la chirurgia plastica non è difficile porre rimedio alla maggior parte dei difetti che
riguardano le orecchie, con ottimi risultati. L’intervento si chiama otoplastica.
• Anche se non costituiscono un elemento fondamentale per la bellezza, le orecchie, con la loro posizione, dimensione e forma, contribuiscono al bilancio estetico generale del viso.
• Non si tratta tanto di misure in centimetri ma di proporzione rispetto ad altri elementi del viso. Orecchie “sbilanciate” con il resto della faccia attirano l’attenzione, in un certo senso “oscurando” altre caratteristiche attraenti del viso.
• Ecco quali sono Le tecniche principali, gli inconvenienti e le informazioni utili per capire meglio in che cosa consiste l’intervento di otoplastica.
La Visita
Prima di sottoporsi all’intervento si ha un incontro (o
più d’uno) con il chirurgo che analizza il difetto da correggere e prospetta le possibilità di successo ma anche i limiti e i possibili inconvenienti.
• È importante ricordare che è difficile ottenere un risultato perfettamente simmetrico: già in natura nessuno ha le orecchie identiche e anche per il chirurgo
è impossibile osservarle contemporaneamente da vicino.
Bisogna inoltre sapere che c’è la possibilità, anche se rara, di dover fare un “ritocco” a distanza di tempo dall’intervento, soprattutto se si tratta di un adulto in cui le cartilagini, più dure, conservano una “memoria” di conformazione e di posizione e tendono quindi a riassumere quella d’origine.
Estetica e funzionalità
La forma del padiglione ha una valenza funzionale importante poiché le pieghe concentrano e convogliano le onde sonore. Tuttavia, la sua modifica chirurgica (otoplastica), e degli altri elementi dell’orecchio, in generale non determina nessuna alterazione della funzione uditiva.
• Con la chirurgia è possibile ridurre le dimensioni delle orecchie, modificarne la forma e la proiezione o correggere eventuali asimmetrie che riguardano sia il padiglione auricolare che la forma e la grandezza di elice* e antelice*.
I preliminari
Il chirurgo esegue una serie di esami che comprendono osservazione approfondita e palpazione per rilevare le caratteristiche della cartilagine dell’orecchio che condizionano la scelta della tecnica chirurgica.
• Esami più interni servono per escludere la presenza di infiammazioni del condotto uditivo o del timpano (la presenza di questi problemi è una controindicazione all’intervento).
• Vengono scattate infine alcune foto da diverse angolazioni, primi piani dei difetti da correggere e tutto ciò che serve per la pianificazione
dell’operazione.
L’intervento
Un intervento di otoplastica ha una durata media di 60-90 minuti con possibili variazioni a seconda della tecnica utilizzata.
• Viene generalmente eseguito in anestesia locale con sedazione con la possibilità di tornare a casa dopo qualche ora dall’intervento.
• Il chirurgo esegue l’intervento con la tecnica più adatta al caso. Generalmente si pratica un’unica incisione nella piega posteriore dell’orecchio (che non lascerà cicatrici visibili) e si scolla la pelle col pericondrio dalla cartilagine. Tutte le correzioni sulla conformazione del padiglione auricolare vengono effettuate a carico della cartilagine dell’elice e della conca, per ottenere il risultato desiderato, con incisioni, modellamenti e punti di sutura interni.
• L’incisione cutanea viene suturata (dopo aver verificato che non ci sia nessun vaso sanguigno che “perde”), e il padiglione protetto con garza speciale e una soffice compressione.
Dopo l’operazione
Dopo l’operazione l’orecchio è indolenzito e gonfio. Il gonfiore si riduce nel giro di un giorno o due.
• La fasciatura protettiva può essere tolta dopo 3-4 giorni: le orecchie vengono medicate e controllate. Dopo altri 8-10 giorni vengono rimossi i punti.
• Per 2-4 settimane è bene proteggere le orecchie di notte con una semplice fascia frontale.
Possibili inconvenienti
Il risultato è, nella
grande
maggioranza dei
casi, buono o
eccellente. La
cicatrice,
essendo dietro
l’orecchio, non è
visibile.
In rari casi,
può succedere
che le cicatrici
diventino troppo
spesse e quindi
un po evidenti.
• Fra gli
inconvenienti, il
più frequente (ed
entro certi limiti
inevitabile) è
rappresentato da
una persistenza
dell’asimmetria
fra i due
padiglioni o da
una tendenza a
riprendere
parzialmente la
posizione che
l’orecchio aveva
prima
dell’intervento.
Questo può
succedere
quando la
correzione è fatta
in età adulta o
per colpa di
traumi. anche
accidentali,
verificatisi nel
primo mese dopo
l’intervento.
• Relativamente
frequente è
anche l’orecchio
da telefonista,
cioè un orecchio
troppo attaccato
alla testa causato
da una correzione
eccessiva.
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